Comparison Fear & Perfection: the creativity killers.

“perfectionism is just fear in fancy shoes and a mink coat” Elizabeth Gilbert, Big Magic: Creative Living Beyond Fear

(ENG+ITA) One big issue of mine is that I tend to compare myself to others. I definitely don’t do it as much as I used to do, but you know, it happens. Especially in an era like the one we currently live in, we are exposed 24/7 to other people’s lives through pictures and shared statuses, and with a little filter here and there, everything looks perfect at our eyes. And we (or at least I) keep asking ourselves “Why can`t I do it that good? Why didn’t I think of that? Why isn`t my skin that flawless? Why do I seem to be the only one on the planet that whenever it rains splashes the back of her right leg (yes, just the right one) when walking, leaving annoying stains on her pants?” etc etc. Well, I do have those moments when I feel like I just live in someone else’s shadow. Like if what I am and do is good, but not quite as much as others are or do. Let’s just say it’s quite okay.

As a person who had some struggles in the past, sometimes I still feel the teeny tiny scared girl I used to be. Self esteem and confidence have never really been my number 1 quality. And now that I’m writing on a blog and showing my face on Youtube since 2,5 years, I am officially world exposed. Naked, no filters, no covers, no protections. Does this make me freak out a bit? Yes. Sometimes it does. I love what I do and I am very grateful for the positive comments I get. But sometimes I feel like I am not good enough. Like what I do sucks. Like I am scared of sharing something because it might not be good enough and people won’t like it. Like people I know will judge me and make fun of me. It seems like everything we do exclusively depends on how many likes, hearts or followers we get. Or am I the only one who thinks so? Potentially, we could create and share way more, but somehow Perfection and her hideous best friends Comparison and Fear take over.

The point is, we can`t please EVERYONE. We can’t do everything good or right. We will inevitably fail at some point. People will judge us and probably make fun of us anyway. Sometimes we forget that what matters the most is that we please ourselves, doing what we feel like and having no fear of being judged for who we are and what we do, whether if we are writers, belly dancers, musicians, beginners at whatever or if we would like to quit our safe 9 to 5 job to travel and work online or to be a magician.

I am almost done reading “You are a badass” by Jen Sincero, an hilarious kick-in-the-ass book. It`s exactly what I needed to start the year right. Throughout the whole book, Jen stresses the importance of going after what we stand for and going beyond our limits because often, if not always, all the problems we have we make them ourselves. We are literally prisoners of our own mind.

I personally needed this kick in the butt this year. As I read once in “The happiness project” by Gretchen Rubin “The days are long, but the years are short”. No life is worth living if we can’t make it awesome. We should be able to live it the way we want it no matter what, no excuses and no “Mmmmh yeah, maybe I will”.

What do you think?

xoxo

Jen

________

Un mio grandissimo difetto è quello di paragonarmi sempre agli altri. Sicuramente non lo faccio più così ossessivamente come lo facevo un tempo, ma succede. Specialmente nell’era odierna, siamo esposti 24 ore su 24, 7 giorni su 7 alle vite degli altri attraverso le loro foto e i loro status, e con un piccolo filtro qua e là, tutto sembra perfetto ai nostri occhi. E noi, o almeno io, continuiamo a chiederci: “Perché io non posso farlo così bene? Perché non ci ho pensato a farlo anch’io? Perché la mia pelle non è così perfetta come la sua? Perché io sembro essere l’unica persona su questo pianeta che quando piove riesce a schizzarsi il retro del polpaccio destro (si, solo il destro) mentre cammina, lasciando delle antipaticissime macchie sui pantaloni?” ecc. ecc. . Beh, io a volte ho la sensazione di vivere all’ombra di qualcun altro. Come se quello che sono e che faccio sia buono, ma non così buono come quello che sono o fanno altri. Diciamo qualcosa nella media. 

Come persona che ha avuto la sua bella borsetta di problemucci in passato, a volte tendo ancora a sentirmi come la ragazza piccola e spaventata di un tempo. Autostima e fiducia in me stessa non sono mai state le mie qualità numero 1. Ed ora che scrivo su un blog e che mostro la mia faccia su Youtube da circa 2 anni e mezzo sono ufficialmente esposta al mondo. Nuda, senza filtri coperture o protezioni. Questo per caso mi sconvolge un tantino? Si. A volte si. Mi piace ciò che faccio e sono molto felice dei commenti positivi che ricevo. Ma  volte mi sento come se non fossi abbastanza brava. Come se quello che faccio facesse schifo. Come se avessi paura a condividere qualcosa perché non è abbastanza buono e alla gente non piacerebbe. Come se quelli che mi conoscono potessero giudicarmi e prendermi in giro. Ormai sembra che tutto ciò che facciamo dipenda quasi solo da quanti like, cuoricini o followers riceveremo. O sono l’unica che lo pensa? Potenzialmente potremmo tutti fare e creare molto di più, ma in qualche modo Perfezione e i suoi insopportabili migliori amici Paura e Paragone prendono il sopravvento. 

Il punto è che non possiamo compiacere TUTTI. Non possiamo fare sempre tutto benissimo e nel modo giusto. Faremo degli errori prima o poi. E la gente ci giudicherà comunque e magari ci prenderà anche in giro. A volte ci dimentichiamo che la cosa importante è compiacere noi stessi, facendo quello che ci piace senza avere paura di essere giudicati per ciò che siamo o che facciamo, poco importa se siamo scrittori, danzatori del ventre, musicisti, principianti in qualunque cosa, o se vogliamo mollare il nostro lavoro sicuro lavoro in ufficio 9-17 per viaggiare e lavorare online o per diventare maghi. 

Ho quasi terminato di leggere “You are a badass” di Jen Sincero, un divertente libro da calcio in culo (perdonate il francesismo ma questa proprio non sapevo come tradurla in modo più elegante). E’ proprio quello che mi ci voleva per iniziare l’anno nel modo giusto. In tutto il libro, Jen sottolinea l’importanza di seguire quello in cui crediamo ed andare oltre i nostri limiti, perché spesso, se non sempre, tutti i problemi che abbiamo ce li creiamo da soli. Siamo letteralmente prigionieri del nostro cervello. 

Personalmente, a me serviva un bel calcione quest’anno. Come ho letto in “The happiness project” di Gretchen Rubin, “I giorni sono lunghi, ma gli anni sono brevi”. Nessuna vita è degna di essere vissuta se non la rendiamo speciale. Dovremmo viverla come vogliamo senza paura, senza scuse e senza “Mmmhh si magari lo farò”. 

Che ne pensate?

xoxo

Jen

Follow:
Share:

2 Comments

  1. August 7, 2018 / 23:25

    Yes to everything in the article! So important not to compare … life is brighter and easier that way!

Leave a Reply