Berlin mon amour.

(ENG+ITA) Sometimes I am deeply in love with you.
I love you every time I feel my hair gently moving as the U-Bahn arrives. I love you when the sun shines and everybody is happy, days are long and the parks are full of people. I love you because you make me feel happy, allowing me to live well and live the way I like the most without making my bank account cry out of despair. I love you because you can be stunning in your own way in every season. I love you you because you’ve provided me a shelter from the outside world and you’ve allowed me to be myself, without filter and without shame. I love you because you’ve taught me to not give a f%&! about what other people think. I love you when I find stuff for free on the street I can furnish my apartment with. I love you when you make me meet like minded people, people who share my same interests and passions and with whom I find myself amazingly at ease with. I love you when I think that you are home to me and I miss you when I’m gone for a few days. I love you because you don’t give me the anxiety and stress of a metropolis. I love you because you offer a varied and vibrant cultural, social, political and entertaining environment, with so many different things to do, see, explore, so that anyone can always feel at ease, regardless of their preferences and lifestyles.

Sometimes though I hate you and I can’t help it.
I hate you when it rains and it’s cold, again. I hate you when I have to fill in form after form and you never miss the chance to remind me that I am a “Ausländer” (foreigner) and I will always be one for you. I hate you when that word that I said a thousand times already really doesn’t come to mind. I hate you when I don’t get a smile back, again, and reality deeply coincides with all the stereotypes about Germans being grumpy and not friendly. I hate you when I notice that you’ve transformed me, and not always necessarily for the better. I hate you whenever I make a grammar mistake whilst taking to someone and that said someone crumples up their face trying to understand what I’m saying as if I was speaking Chinese. I hate you when prices keep on getting higher and the cappuccino with soy milk that you’d like to drink in a cute cafe every now and then costs almost 4€, so f#%! it, I change my mind and I don’t. I hate you when you show your most hipster-y side, that has nothing to do with you and who you are and it’s making you less and less authentic. I hate you every time you decide to comply with the norm, the standard and slowly but surely become like the other cities. But, my dearest Berlin, I can’t stop calling you home. đź’š

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Certi giorni ti amo alla follia. Ti amo ogni volta che sento l’aria spostarmi i capelli mentre la U-Bahn arriva. Ti amo quando splende il sole e tutti sorridono, le giornate sono lunghe ed i parchi si affollano. Ti amo perchĂ© mi permetti di sentirmi felice e di farmi vivere bene consentendomi di fare quello che voglio senza farmi dissanguare il conto corrente. Ti amo perchĂ© in ogni stagione a tuo modo sei stupenda. Ti amo perchĂ© mi hai offerto un rifugio dal mondo e mi hai permesso di essere me stessa senza vergogna e senza filtro. Ti amo perchĂ© mi hai permesso di imparare a fregarmene un po’ di piĂą del giudizio degli altri. Ti amo quando trovo cose stupende per strada e ci posso arredare l’appartamento. Ti amo quando mi fai incontrare persone che la pensano come me, che condividono i miei stessi interessi e con cui mi trovo straordinariamente in sintonia. Ti amo quando penso che per me sei casa e mi manca quando me ne vado, anche solo per pochi giorni. Ti amo quando penso che tu lo stress e l’ansia della metropoli non me lo trasmetti quasi mai. Ti amo perchĂ© offri un ambiente ricco e vibrante dal punto di vista culturale, politico, sociale e dell’intrattenimento, cosicchĂ© tutti possano sentirsi a proprio agio indipendentemente da preferenze e stile di vita.

A volte invece non posso fare a meno di odiarti.
Ti odio quando piove e fa freddo, di nuovo. Ti odio quando mi costringi a riempire moduli su moduli e non manchi di ricordarmi che io per te sono e sarò sempre “Ausländer” (straniera). Ti odio perchĂ© a volte quella parola lì che ho detto almeno altre mille volte non mi viene proprio in mente. Ti odio quando per l’ennesima volta non ricevo un sorriso, e la realtĂ  finisce per coincidere con tutti gli stereotipi sui tedeschi scorbutici e musoni. Ti odio quando mi accorgo che mi hai trasformato, e non sempre necessariamente in meglio. Ti odio quando per caso faccio un errore grammaticale parlando o mi impappino e vedo la gente accartocciare il viso nel tentativo di capirmi, manco stessi parlando cinese. Ti odio quando i prezzi aumentano inesorabilmente ed i cappuccini col latte di soya che vorresti bere di tanto in tanto al bar arrivano a costare quasi 4 euro, e sti cazzi allora ci ripensi. Ti odio quando mostri il tuo lato piĂą hipster, che non c’entra nulla con te e che ti sta rendendo sempre meno autentica. Ti odio ogni volta che decidi di conformarti al sistema e diventare lentamente ma sempre piĂą uguale alle altre cittĂ . Eppure, non riesco a smettere di chiamarti casa, Berlino. đź’š

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