Confessions of an eco warrior: my eco failures

(ENG/ITA) Obviously the perfect sustainable lifestyle doesn’t exist. At some extent, we are all dealing with things we are doing imperfectly, things that we neglected or haven’t taken care of yet. And that is absolutely okay. But personally these past few weeks have been really eye opening. I’m starting to connect the dots more and have come to the conclusion that fighting every crisis is essential to create a more sustainable planet. I can only talk about living plastic free this much without inevitably touching other topics: I’ve come to the realization that sustainability is a big spectrum and many things are intertwined. Obviously is much better to be conscious about certain things and doing them imperfectly rather than not doing them at all or not acknowledging them at all. But here’s my list of confessions.
CONFESSIONI DI UNA ECO-GUERRIERA: I MIEI ECO-FALLIMENTI
Lo stile di vita sostenibile perfetto ovviamente non esiste. In un certo senso, tutti abbiamo a che fare con cose che facciamo in modo imperfetto, cose che abbiamo trascurato o di cui non ci siamo ancora occupati. E questo va assolutamente bene. Ma personalmente queste ultime settimane mi hanno aperto gli occhi. Sto iniziando ad unire di più i punti e sono giunta alla conclusione che combattere ogni crisi è essenziale per creare un pianeta più sostenibile. Posso parlare del vivere senza plastica solo fino ad un certo punto senza toccare inevitabilmente altri argomenti: la sostenibilità è un grande spettro e molte cose sono intrecciate. Ovviamente è molto meglio essere coscienti di certe cose e farle in modo imperfetto piuttosto che non farle affatto o non riconoscerle affatto. Ma ecco qui la mia lista di confessioni.

Animal products

You know how I feel about labels (if you don’t, you can read this post in which I explain why I’m not a vegan, a minimalist and a zero waster), but let me explain something about my diet. While the majority of my diet still remains plant based (because the environmental impact of my food choices still is a major focus point for me), I have now officially reintroduced in small amounts animal products one to two times a week in my diet. During my 3+ years as a vegan, I’ve always felt overall good (I took yearly blood tests to check up on my health and the only times I had physical problems it was a vitamin D deficiency), but always had a weird skin condition: I could go from a couple of weeks of perfectly clear skin, to months and months of irritations, redness and pimples/weird bumps. After trying various changes in my skincare routine without getting major long term big results, I recently tried something which confirmed what I was already suspecting: since eating animal products again (eggs and very rarely fish for now, but am not super excited about eating fish again, so I might just stick to eggs) all the weird rashes, irritations, bumps, dryness, redness on my face are gone. I loved everything about being a vegan and this wasn’t an easy decision to make, but I was so tired of constantly walking around feeling uncomfortable with myself because I looked like a 15 year old with acne. I’ll dig into it and go to a dermatologist (it’s about time!) and, like I said, the majority of my diet is and will remain plant based but this shift in my diet works for me so I’ll keep doing it.
Sapete come la penso sulle etichette (se non lo sapete, potete leggere questo post in cui spiego perché non sono vegana, minimalista e zero waster), ma lasciate che vi spieghi qualcosa sulla mia dieta. Mentre la maggior parte della mia dieta rimane ancora a base vegetale (perché l’impatto ambientale delle mie scelte alimentari è ancora un punto focale importante per me), ora ho ufficialmente reintrodotto in piccole quantità prodotti animali da una a due volte alla settimana nella mia dieta. Durante i miei oltre 3 anni da vegana, mi sono sempre sentita complessivamente bene (ho fatto le analisi del sangue annualmente e l’unica volta in cui ho avuto problemi fisici è stata una forte carenza di vitamina D), ma ho sempre avuto una pelle “strana”: potevo passare da un paio di settimane di pelle perfettamente pulita a mesi e mesi di irritazioni, arrossamenti e brufoletti o strani bozzi sul viso. Dopo aver provato vari cambiamenti nella mia skincare senza ottenere grandi risultati nel lungo periodo, recentemente ho provato qualcosa che ha confermato quello che già sospettavo: da quando consumo di nuovo prodotti animali (uova e molto raramente pesce per ora, ma non sono super felice all’idea di mangiare di nuovo pesce, quindi potrei limitarmi alle uova) tutte le strane eruzioni cutanee, irritazioni, bozzi, secchezza, arrossamenti sul mio viso sono scomparsi. Mi piaceva tutto dell’essere vegana e questa non è stata una decisione semplice da prendere, ma ero così stanca di andare in giro sentendomi continuamente a disagio perché sembravo una quindicenne con l’acne. Mi ci dedicherò una volta per tutte ed andrò da un dermatologo (era ora!) e, come ho detto, la maggior parte della mia dieta è e rimarrà a base vegetale, ma questo cambiamento sta funzionando, quindi continuerò a mantenerlo.

beautiful and delicious vegan lunch I’ve had at The Happy Pear Cafe in Greystones (IE) in Oct. 2019

I am privileged but sometimes take things for granted

I have plenty of food on my table. I am healthy. I have a place I can call home. I have a job that allows me to pay my rent and my bills. I can afford everything I want or need. During the Corona pandemic I have always been able to work from home. I have access to clean water and can easily find sustainable options around me. And still sometimes I take this for granted, I’m unable to fully appreciate everything I own, I get used to things and sometimes I don’t always see the abundance and the value I have in my life. Please don’t get me wrong, I’m grateful for what my life is but sometimes I lose track of it and struggle to see it fully. These past few months though have put everything in a new perspective and I’m willing to pay more attention to details. I want to work more on myself and this aspect and never ever (or at least as less as possible) take for granted the privileges that I own.
Ho un sacco di cibo sulla mia tavola. Sono sano. Ho un posto che posso chiamare casa. Ho un lavoro che mi permette di pagare l’affitto e le bollette. Posso permettermi tutto quello che voglio o di cui ho bisogno. Durante la pandemia di Corona ho sempre potuto lavorare da casa. Ho accesso ad acqua pulita e posso trovare facilmente delle opzioni sostenibili intorno a me. E nonostante tutto a volte lo do per scontato, non riesco ad apprezzare appieno tutto ciò che la mia vita racchiude, mi abituo alle cose e a volte non sempre vedo l’abbondanza ed il valore presenti nella mia vita. Non fraintendetemi, sono grata di tutto ciò che ho, ma a volte fatico a vedere le cose nella loro interezza. Questi ultimi mesi però hanno messo tutto in una nuova prospettiva e sono disposta a prestare maggiore attenzione ai dettagli. Voglio lavorare di più su me stessa e questo aspetto e mai e poi mai (o almeno il meno possibile) dare per scontati i privilegi che mi sono stati concessi.

I haven’t been a supportive authentic ally for BIPOC

I’ve always considered myself an anti-racist person. Unfortunately it took the murder of George Floyd and everything that came with it to make me realize that I need to do better. I need to fully acknowledge my white privilege, work on my bias and be more supportive. This includes diversifying my social media feed and people I follow, read more on the topic to learn and educate myself, dismantling any implicit bias or behaviors, read and watch more content from black creators and creators of color, make conversations with people, support causes and make donations and share informative content to give more voice to those who haven’t one. I deeply regret not having done anything sooner but I’ve come to realize that it’s better to try and make mistakes than not trying at all and remain indifferent and silent. And I want to use my voice and my channels to spread awareness and share what I learn or think that might help the cause. Also, considering how deeply environmentalism is connected to social justice and racial equality, I as a sustainability advocate cannot simply ignore what’s going on. The same goes for the LGBTQ+ community.
Mi sono sempre considerata antirazzista. Purtroppo ci è voluto l’omicidio di George Floyd e tutto quello che è venuto dopo per farmi capire che devo fare di meglio. Devo davvero riconoscere il mio privilegio di persona bianca, lavorare sui miei pregiudizi impliciti ed essere più solidale. Questo include diversificare il mio feed sui social media e le persone che seguo, leggere di più sull’argomento per imparare ed educarmi, smantellare poco a poco pregiudizi o comportamenti impliciti, leggere e guardare più contenuti realizzati da creatori neri o di colore, fare conversazioni con le persone, sostenere le cause e fare donazioni e condividere contenuti per dare più voce a chi non ne ha una. Mi dispiace profondamente di non aver fatto nulla prima, ma ho capito che è meglio cercare di fare degli errori piuttosto che non provarci affatto e rimanere indifferenti. E voglio usare la mia voce e i miei canali per diffondere la consapevolezza e condividere ciò che imparo o che penso possa aiutare la causa. Inoltre, considerando quanto profondamente l’ambientalismo sia legato alla giustizia sociale e all’uguaglianza razziale, io non posso semplicemente ignorare ciò che sta succedendo. Lo stesso vale per la comunità LGBTQ+.

Disposable wax strips

On a slightly lighter tone, something I have to confess has to do with grooming, more specifically body hair. I have been religiously using my epilator since 2006 (yes, still the same one! I swear, that thing’s indestructible!!) and years ago I used to shave EVERYTHING with it: legs, arms, armpits and bikini area. It was way to harsh to use on delicate areas and over time I started using my safety razor for my armpits. However, I HATE the idea of shaving down there, I am already a fairly hairy person and cannot be bothered shaving my bikini area with a razor. I haven’t had the courage yet to try sugar waxing and making my own wax strips, so I rely on disposable ones I buy from the beauty products store.
Per andare su qualcosa di un po’ più’ leggero, ho una confessione che riguarda peli e depilazione. Uso religiosamente il mio epilatore dal 2006 (sì, sempre lo stesso! Lo giuro, quell’affare è indistruttibile!) e anni fa ci depilavo TUTTO: gambe, braccia, ascelle ed inguine. Era pero’ fin troppo aggressivo da usare sulle zone delicate e col tempo ho iniziato a usare il mio rasoio di sicurezza per le ascelle. Tuttavia, odio l’idea di radermi laggiù, sono già una persona abbastanza pelosa e non ho intenzione di peggiorare la situazione e radermi l’inguine con un rasoio. Non ho ancora avuto il coraggio di provare la ceretta fatta in casa con lo zucchero, quindi mi affido a quelle usa e getta che compro nei negozi di prodotti per la cura della persona.

Coffee

Coffee is delicious and I love the taste of it. I have been a coffee drinker since high school (I think I started drinking it when I was studying for my finals) and used to be a massive coffee drinker, but I drastically reduced the consumption of it during the years, especially because I tend to have sleeping issues and too much caffeine is a no no for me. Aside from the waste that making a cup of coffee can cause (unless you use sustainable options like moka pot, fresh press or reusable filters), coffee is not exactly sustainable. Coffee farmers have hard times because of big corporations pressuring them to produce fast and a lot (resulting in low wages and exhausting working hours) so buying from fair trade and small farmers is much better. Also, coffee plantations are of the causes of deforestation, making things much worse for the planet and the animals relying on that eco system. I try to stick to one cup a day but not always buy it package free, fair trade or from local rosters, because let’s face it, the supermarket one is much less expensive.
Io adoro il caffè. Sono una bevitrice di caffè fin dal liceo (credo di aver iniziato a berlo quando studiavo per la maturità), ma ne ho ridotto drasticamente il consumo nel corso degli anni, soprattutto perché tendo ad avere disturbi del sonno e troppa caffeina è no no no per me. A parte gli sprechi che può causare una tazza di caffè (a meno che non si utilizzino opzioni sostenibili come la moka, la french press o i filtri riutilizzabili), il caffè non è esattamente sostenibile. I coltivatori di caffè hanno molte difficoltà a causa delle grandi aziende che li spingono a produrre velocemente e molto (con il risultato di salari bassi e orari di lavoro estenuanti), quindi comprare dal commercio equo e solidale e dai piccoli coltivatori è molto meglio. Inoltre, le piantagioni di caffè sono tra le cause della deforestazione, rendendo le cose molto peggiori per il pianeta e per gli animali che dipendono dall’ecosistema locale. Cerco di limitarmi ad una tazza al giorno, ma spesso non compro caffè sfuso, del commercio equo e solidale o da torrefazioni locali, perché diciamocelo, quello del supermercato è molto meno costoso e di facile reperibilità.

source: Unsplashed

Imported, non organic produce

I know how fantastic it would be on so many levels to stick to exclusively organic local and seasonal produce. However it seems like I have the special power to live nowhere close to a farmer’s market and more often than not I buy my produce from the supermarket because it’s cheaper. There is a small market twice a week close to where I live which is great (produce come mostly from Poland, which is close to Berlin) but can’t always go there. My main focus is to reduce plastic consumption, but when buying mostly from supermarkets, choice can be limited and produce tend to be imported from the most part. On top of that, I buy cashews and sometimes avocados (both not great for the environment and people working on these farms), bananas and plenty of other things I love to eat (I eat a shitload of fruits and veggies) and in supermarkets the choice of local and seasonal is very small. In a way, really miss Italy and the bigger availability of fresh, km 0 products that are fresh and genuine. I can’t always travel to other parts of town to buy produce, but I know I can do better.
So quanto sarebbe fantastico attenersi a comprare solo prodotti locali e stagionali. Tuttavia sembra che io abbia il potere speciale di non vivere in nessun luogo vicino ad un mercato contadino ed il più delle volte compro i miei prodotti al supermercato perché costano poco. C’è un piccolo mercato due volte alla settimana vicino a dove vivo, il che è fantastico (i prodotti provengono per lo più dalla Polonia, il cui confine è vicino a Berlino) ma non sempre riesco ad andarci per via degli orari. Il mio obiettivo principale è quello di ridurre il consumo di plastica, ma comprando soprattutto nei supermercati, la scelta può essere limitata e i prodotti tendono ad essere importati per la maggior parte. Oltre a ciò, compro anacardi e a volte avocado (entrambi non vanno bene per l’ambiente ed i lavoratori che coinvolti), compro banane ed un sacco di altre cose che consumo sono importate (mangio un sacco di frutta e verdura) e nei supermercati la scelta di prodotti locali e stagionali è molto limitata, specialmente qui a Berlino. Mi manca molto l’Italia e la maggiore disponibilità di prodotti locali, a km 0, freschi e genuini. Non sempre posso viaggiare in altre parti della città per acquistare frutta e verdura locale e di stagione, ma so che posso fare di meglio.

source: Unsplash

Plane travel

I’m an expat and I love traveling. Plane is more often than I’d like the way for me to travel: it is much cheaper than trains and saves me loads of time. I can’t always afford to spend two, three, four times the amount on train travels (I really wish trains would be more affordable…) and because I have limited days off I can get from work, I have to maximize the time I invest to travel. I know, travel is a luxury, but I am not ready to give up on visiting other countries and getting to know cultures, people, traditions, landscapes and everything they have to offer. And, because I live abroad and have family and friends who live elsewhere, hopping on a plane is the easiest fastest and cheapest way to spend time with those I love. Since last year I started to offset my travels (read more in this blog post about carbon offset and Gone West, the company I offset with): it is not a solution, but it helps. I need to do better and will try to do my best in the future.
Vivo all’estero ed amo viaggiare. L’aereo è più spesso di quanto vorrei il mezzo di trasporto che uso per viaggiare: è molto più economico dei treni e mi fa risparmiare un sacco di tempo. Non posso sempre permettermi di spendere due, tre, quattro volte di più per i viaggi in treno (vorrei davvero che fossero più convenienti…) e siccome ho un numero limitato di giorni di ferie per via del lavoro, devo massimizzare il tempo a disposizione per viaggiare. Lo so, viaggiare è un lusso, ma non sono pronta a rinunciare a visitare altri paesi e a conoscere culture, persone, tradizioni, paesaggi e tutto ciò che hanno da offrire. E, poiché vivo all’estero e ho una famiglia e degli amici che vivono altrove, salire su un aereo è il modo più semplice, veloce ed economico per passare del tempo con chi amo. Dall’anno scorso ho iniziato però a compensare le emissioni (leggi di più in questo post sul carbon offset e su Gone West, l’azienda con cui ho faccio offsetting): non è una soluzione, ma aiuta. Devo fare meglio e cercherò di fare del mio meglio in futuro.

Convenience

Sometimes (not often, as I try not to turn it into a habit) I rely on conveniences: if I’m tired and really don’t feel like cooking, I haven’t been grocery shopping or haven’t planned ahead and prepared anything, I might rely on take out food or something packaged; if I need something like let’s say, a new food processor or iPhone cable or or or, I might buy it from Amazon because it is always the cheapest price (I hate Amazon so I basically almost never rarely buy from there, but it does still happen); I don’t always read labels of foods I buy; I buy socks in generic stores because they’re much cheaper and can’t always afford to spend 30 euros on organic cotton fair trade ones. I know I can do better and maybe the “I’m only human and make mistakes” might sound partly as an excuse. Maybe it is, but as much as I try to be conscious and act accordingly, convenience might be the factor I base some of my decisions on.
A volte (non spesso, perché cerco di non farne un’abitudine) mi affido alla comodità: se sono stanca e non ho voglia di cucinare, non ho fatto la spesa o non mi sono preparata qualcosa prima, potrei affidarmi al take away od al cibo confezionato; se ho bisogno di qualcosa come, ad esempio, un nuovo robot da cucina o un cavo per iPhone eccetera, potrei comprarlo da Amazon perché è sempre il prezzo più basso (odio Amazon e tutto ciò che esso rappresenta quindi in pratica non compro quasi mai da lì, ma anche se raramente capita); non sempre leggo le etichette del cibo che compro; acquisto i calzini a poco prezzo in negozi generici perché costano poco e non sempre posso pagare 30 euro per un pacco di calzini in cotone organico e Fair Trade. So che posso fare di meglio e forse il “sono un essere umano e faccio errori” potrebbe suonare in parte come una scusa. Forse lo è, ma per quanto io cerchi di essere cosciente e di agire di conseguenza, la convenienza e la comodità potrebbe essere il fattore su cui baso alcune delle mie decisioni.

I wrote this blog post to show you that the perfect lifestyle does not exist. We can all work towards self improvement and self growth, and work more on our habits and be aware of the things we could do better is a great starting point, but we shouldn’t get discouraged because we do things “wrong”. There is always room for improvement but aiming for perfection and putting ourselves down won’t help us or the world we live in. If you have some confessions, share them down below so we can all be imperfectly perfect together.
Ho scritto questo post per mostrarvi che lo stile di vita perfetto non esiste. Possiamo tutti crescere e migliorarci, e lavorare di più sulle nostre abitudini ed essere consapevoli delle cose che potremmo fare meglio è un ottimo punto di partenza, ma non dobbiamo scoraggiarci perché facciamo cose “sbagliate”. C’è sempre spazio per un miglioramento, ma puntare alla perfezione e buttarci giù non aiuterà né noi né il mondo in cui viviamo. Se avete delle confessioni, condividetele qui sotto, così possiamo essere tutti imperfettamente perfetti insieme.

I’ll talk to you soon! / A presto
Jenny

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2 Comments

  1. Anna
    June 23, 2020 / 22:16

    Fantastic post Jenny — I always enjoy your writing.

    I was also vegan for several years and last year Incorporated happy chicken eggs (from local farms near me) & enjoy having them on occasion.

    Good vibes & peace,
    Anna

    • June 29, 2020 / 07:07

      thank you so much Anna!! <3 it’s good that you’ve found something that works for you… there definitely isn’t way way of being vegan or being sustainable, and that’s the great thing about it! Take care and have a lovely day!!

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