Digital minimalism: using your phone more mindfully | Minimalismo digitale: usare lo smartphone in modo più consapevole

(ENG/ITA) When I was 14 years old I got my first mobile phone. It was an electric blue Sony Ericsson T10 and had to work hard for it: I had to do well in school and wait for the end of my freshmen year of high school to receive one. My parents decided to get it using the loyalty points we were collecting from the gas station and it took us months to finally be able to collect enough points in exchange for a cell phone. It was as basic as it could get (after all it was the year 2000 people!) but I was insanely excited: now I could be considered “an adult” because I had one, and I could finally reach the same level my friends had, who already all had one. Little I know back then that the market would change so fast, that the world would go at such a fast pace and that only a few years later phones could almost take over our lives. I know in some ways it almost took over mine.
A 14 anni ho ricevuto il mio primo telefono cellulare. Era un Sony Ericsson T10 blu elettrico: ho dovuto impegnarmi a scuola ed aspettare la fine del mio primo anno di liceo per riceverne uno. I miei genitori decisero di prendermelo usando i punti fedeltà che raccoglievamo dal distributore di benzina e ci vollero mesi per riuscire finalmente a raccoglierne abbastanza. Era un telefonino semplicissimo (dopo tutto era l’anno 2000, gente!) ma ero davvero su di giri quando fu mio: finalmente potevo essere considerata “un’adulta” perché ne avevo uno, e potevo raggiungere lo stesso livello dei miei amici, che ne avevano già tutti uno.Di sicuro allora non potevo immaginare che il mercato sarebbe cambiato così velocemente, che il mondo sarebbe andato ad un ritmo così veloce e che solo pochi anni dopo i telefoni avrebbero quasi preso il controllo delle nostre vite. Ora so che il telefono si è quasi impadronito della mia.

I started using a smartphone in 2013. Slowly but surely, I grew dependent on it. It was my protective shield when I was in public spaces alone, maybe waiting for someone, it was my source of entertainment when had “nothing better to do”, my way of staying connected with others at all times, a mean to share cool things about my life so I could look better in front of other people’s eyes. It took me years to fully realize how dependent I was on it: I felt “naked” without it, it became something I turned to when feeling bored or sad (without realizing that using my phone was actually making me feel much worse) and something that kept feeding my already crippling anxiety, insecurity and depression.
Ho iniziato ad usare uno smartphone nel 2013. Lentamente ma inesorabilmente, ne sono diventata dipendente. Era il mio scudo protettivo quando ero in spazi pubblici da sola, magari aspettando qualcuno, era la mia fonte di intrattenimento quando non avevo “niente di meglio da fare”, un modo di rimanere sempre connessa con gli altri, un modo di condividere cose belle della mia vita in modo da poter apparire meglio davanti agli occhi degli altri. Mi ci sono voluti anni per rendermi pienamente conto di quanto ne fossi dipendente: Mi sentivo “nuda” senza, è diventato qualcosa a cui mi rivolgevo quando mi sentivo annoiata o triste (senza rendermi conto che usarlo mi faceva sentire molto peggio) e qualcosa che continuava ad alimentare la mia ansia, insicurezza e depressione già di per sé paralizzanti.

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FOMO

Fear Of Missing Out. That’s how it often feels like when being dependent on being online all the time: we’re afraid that we’re missing out on something. When living in a fast paced world where everything can happen at all times and we have the entire world just one click or tap away. The more we’re online, the more we need to be. When we aren’t…
Fear Of Missing Out (paura di perdersi qualcosa). È così che spesso ci si sente quando si dipende dall’essere sempre online: abbiamo paura di perderci qualcosa. Quando si vive in un mondo frenetico dove tutto può accadere in ogni momento e abbiamo il mondo intero a un solo clic o tocco di schermo di distanza. Più siamo online, più abbiamo bisogno di esserlo. Ma quando non lo siamo…

we’re afraid that we could miss out something important if we don’t log into social media for the 547364th time in a day. We’re afraid that if we aren’t posting something online at least every day people will forget about us and we won’t be able to get the validation we so desperately need but don’t even realize we depend on. We’re afraid that if we won’t answer to that comment or email or do that last tiny thing on our list, we won’t be valued as good or capable or responsible. We’re afraid that we’d be less considered or appreciated if we don’t do it all and keep up with everything. We’re afraid that if we don’t always show the good things in our life and how well we are doing, our flaws and pains and failures will eventually see the surface and we’ll be seen as weak, less capable of, bad, unworthy of consideration. We’re afraid that we’ll never be as good as others seem to be all the time. We’re afraid that if we don’t get our daily dose of likes, hearts and thumbs up we won’t feel as good about ourselves. We’re afraid that we might see that post everyone might be talking about too late. We’re afraid that our life will never be as good as others’.
abbiamo paura di perderci qualcosa di importante se non ci colleghiamo sui social per la 547364esima volta in un giorno. Abbiamo paura che se non postiamo qualcosa ogni giorno la gente si dimenticherà di noi e non saremo in grado di ottenere la validazione di cui abbiamo così disperatamente bisogno ma da cui non ci rendiamo nemmeno conto di dipendere. Abbiamo paura che se non rispondiamo a quel commento o a quella e-mail o non facciamo quell’ultima piccola cosa sulla nostra lista, non saremo valutati come bravi o capaci o responsabili. Abbiamo paura di essere meno considerati o apprezzati se non facciamo tutto e stiamo al passo con tutto. Abbiamo paura che se non mostriamo sempre i lati migliori della nostra vita e quanto ci sta andando bene, i nostri difetti dolori e fallimenti alla fine vedranno la superficie e saremo visti come deboli, meno capaci, cattivi, indegni di considerazione. Abbiamo paura che non saremo mai così bravi come gli altri sembrano essere sempre. Abbiamo paura che se non otteniamo la nostra dose quotidiana di like, cuori e pollici in su non ci sentiremo bene con noi stessi. Abbiamo paura di vedere troppo tardi quel post di cui tutti potrebbero star parlando. Abbiamo paura che la nostra vita non sarà mai bella come quella degli altri.

Those fears we feel when abusing of our phone and of social media, are not certainties. They are, indeed, fears, anxieties which are a direct consequence of a well oiled machine who considers us not as human beings but as products (if you watched the documentary “The social dilemma” on Netflix you know what I’m talking about). The things is, if we don’t choose for ourselves, somebody else will. Companies and social media currently feed themselves of those fears and insecurities. The positive thing is that while we cannot control other people and the world around us, we can control our actions and decide how to spend our time and how much to do with it. And we can most certainly decide to use our phone more mindfully.
Quelle paure che proviamo quando abusiamo del nostro telefono e dei social media, non sono certezze. Sono, infatti, paure, ansie che sono la diretta conseguenza di una macchina ben oliata che ci considera non come esseri umani ma come prodotti (se avete visto il documentario “The social dilemma” su Netflix sapete di cosa sto parlando). Le cose stanno così: se non siamo noi a scegliere per noi stessi, lo farà qualcun altro. Le aziende e i social media attualmente si nutrono di queste paure e insicurezze. La cosa positiva è che, anche se non possiamo controllare gli altri ed il mondo che ci circonda, possiamo controllare in pieno le nostre azioni e decidere come spendere il nostro tempo. E possiamo certamente decidere di usare il nostro telefono in modo più consapevole.

source: Unsplash

How the abuse of social media and my phone affected me:
Gli effetti negativi che l’abuso di telefono e social media hanno avuto su di me:

  • worse quality of sleep and troubles falling asleep
    peggiore qualità del sonno e difficoltà ad addormentarsi
  • brain fog and difficulties focusing
    difficoltà di concentrazione
  • low self esteem due to constant comparison to others
    bassa autostima data dal costante confronto con gli altri
  • anxiety (and FOMO)
    ansia (e FOMO)
  • less time to dedicate to more meaningful activities, with consequent frustration and anxiety about my ever growing to-do list that didn’t get any slimmer
    minor tempo da dedicare a cose più importanti, con conseguente frustrazione ed ansia dovute alla mia lista di cose da fare che non riusciva a rimpicciolire
  • constantly dry, tired eyes
    occhi perennemente secchi ed affaticati
  • overall sense of frustration and “emptiness”, mostly due to constantly feeling like I wasn’t able to do it all
    senso di frustrazione e di “vuoto” interiore, principalmente dovuti alla costante sensazione di sentirsi incapaci di riuscire a fare tutto
  • jealousy towards other people’s successes
    gelosia nei confronti dei successi altrui

Sometimes I still regret how much time I have wasted over the years on my phone: holidays and travels, concerts, moments with someone I love, weekends, or even hours during my normal routine just so I could capture the perfect thing to share on social media or do that “super important” thing that would only take 5 minutes and then it turned out to be 1 hour. As a content creator, I thought that this is what I was supposed to do. It was as if I almost forgot that I am, first and foremost, a human being and that my wellbeing, energies and time are valuable and deserve to be prioritized. After abusing of my phone (and especially of social media) last year, with a peak of the side effects mentioned above, I started to grow tired of the relationship I had with my phone (and especially social media). So I progressively stopped. I realized that the world would still go on if I didn’t use my phone constantly or post on social media more than once a day. So, while I still use my phone for obvious reasons, over the last couple of months I changed drastically how I use it and how long. My daily average just on Instagram alone was over an hour (with peaks of over 2 hours on days I would post a lot). Now it is between 2 and 15 minutes (on some days I don’t even use it at all).
A volte mi pento ancora di quanto tempo ho sprecato negli anni con il mio telefono: vacanze e viaggi, concerti, momenti con persone che amo, fine settimana, o anche ore durante la mia normale routine solo per poter catturare la cosa perfetta da condividere sui social media o per fare quella cosa che “sembrava importantissima” e che durava solo 5 minuti e poi finiva inevitabilmente per prendermi almeno un’ora. Come creatrice di contenuti, pensavo che questo fosse ciò che dovevo fare. Era come se avessi quasi dimenticato che sono, prima di tutto, un essere umano e che il mio benessere, le mie energie ed il mio tempo sono preziosi e meritano di avere la priorità. Dopo aver abusato del mio telefono (e soprattutto dei social media) l’anno scorso, con un picco degli effetti collaterali di cui sopra, ho iniziato a stancarmi del rapporto che avevo con il mio telefono (e soprattutto con i social media). Così ho progressivamente smesso. Ho capito che il mondo sarebbe andato avanti anche se non avessi usato continuamente il mio telefono e non avessi postato sui social media. Anche se il telefono lo uso quotidianamente per ovvi motivi, negli ultimi due mesi ho cambiato molto come lo uso e per quanto tempo. La mia media giornaliera solo su Instagram era di oltre un’ora (con picchi di oltre 2 ore nei giorni in cui lo usavo molto). Ora è tra i 2 ed i 15 minuti (in alcuni giorni non lo uso affatto).

source: Unsplash

Mindful phone: how? Simple tips for digital minimalism
Usare il telefono consapevolmente: come?

  • deactivate all push notifications
    disattivare tutte le notifiche
  • when at home, leave phone in another room
    lasciare il telefono in un’altra stanza quando si è a casa
  • bring a book or magazine when out and about to avoid checking the phone during those “empty” moments
    portare con sé un libro o una rivista quando si è in giro per evitare di usare il telefono durante i “momenti morti”
  • whenever grabbing your phone, be aware of the “why”: is it boredom? Sadness? Or simply an automatism?
    chiedersi, ogni volta che si prende in mano il telefono, “perché” lo si sta facendo: noia? Tristezza? O semplice automatismo?
  • set timers
    mettere dei timer così da limitarne l’uso ad un tot di tempo
  • unsubscribe/unfollow content that affects you in any bad way
    smettere di seguire contenuti che colpiscono in qualunque modo si riveli negativo
  • avoid phone when you wake up and before going to sleep (at least 1 hour)
    evitare il telefono di prima mattina appena svegli e prima di dormire (almeno un’ora in entrambi i casi)
  • choose to do something more meaningful with your time (time is precious, use it wisely!!) and notice how good it feels
    scegliere di fare qualcosa di più significativo con il proprio tempo (il tempo è prezioso, usiamolo saggiamente!) e notare quanto ci si sente bene quando si preferisce fare altro anziché fissare uno schermo per ore
  • ditch that sense of guilt or fear: taking a break from the phone is a necessity and only positive things can come out of it
    abbandonare paura e senso di colpa: prendersi una pausa dal telefono è una necessità che porta solo benefici
source: Unsplash

I hope this post helps you and inspires you to use your phone more mindfully. If you need an extra kick in the butt, here are a couple of super helpful resources on the topic:
Spero che questo post vi sia d’aiuto e d’ispirazione ad usare il telefono in modo più consapevole. Se vi serve un’ulteriore spintarella, ecco qui un paio di risorse molto utili sull’argomento:

The Social Dilemma (Netflix)
Matt Haig “Notes of a nervous planet” / Matt Haig “Vita su un pianeta nervoso”

I’ll talk to you soon! Take care,
Ci sentiamo presto!

Jen

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2 Comments

  1. March 21, 2021 / 17:47

    Yes! So necessary. I’ve been doing a social media fast and really analyzing my deep-rooted feelings of inadequacy. I’ll be trying some of your pointers when I’m ready to engage with social media again.

    • April 2, 2021 / 16:16

      Social media can be a really powerful, fun and useful tool but also a really toxic, damaging one when used in the wrong way. I’m glad you’re currently having the chance to do some self care and self work while distancing from social media…. a social media break can feel like a breath of fresh air!

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