Jenny’s book nook #1: Women don’t owe you pretty

(ENG/ITA) I had the idea of starting a new segment on the blog for a while and today’s the time has finally come! As you can tell form the title of this post, the new series is about books and it will feature some of the books I read with a short highlight of its content, what I liked and disliked about it and why I recommend it (or not).

The first book I am going to feature is “Women don’t owe you pretty” by British illustrator and activist Florence Given.

L’ANGOLO DEI LIBRI DI JENNY, EPISODIO #1: “WOMEN DON’T OWE YOU PRETTY”
E’ da un po’ che ho l’idea di iniziare una nuovo segmento qui sul blog ed oggi è finalmente arrivato il momento! Come si può capire dal titolo di questo post, la nuova serie riguarda i libri e presenterà alcuni dei libri che ho letto con un breve riassunto del loro contenuto, ciò che mi è piaciuto e non mi è piaciuto e perché lo consiglio (o no).
Il primo libro che vi propongo è “
Women don’t owe you pretty” dell’attivista ed illustratrice britannica Florence Given.

What is this book about?

“Women don’t owe you pretty” is a collection of short essays on intersectional feminism. Given writes about relationships, body image and body positivity, gender and gender identity, sex, privilege, self esteem, consent, slut shaming, social media and more, smashing all the typical stereotypes related to women and being a women that decades of patriarchy built. Women have been shrinking themselves down because of patriarchy, so the aim of this book is to inspire and empower women to be their own beautiful selves, because women don’t owe men anything, least of all being pretty.
Every chapter is enriched by beautiful illustrations made by Given herself.

Di cosa parla questo libro?
“Women don’t owe you pretty” è una raccolta di brevi saggi sul femminismo intersezionale. Given scrive di relazioni, corpo, genere ed identità di genere, sesso, privilegio, autostima, consenso, “slut shaming”, i social media ed altro ancora, distruggendo tutti i tipici stereotipi correlati alle donne e all’essere donna che decenni di patriarcato hanno costruito. Le donne si sono rimpicciolite a causa del patriarcato, quindi lo scopo di questo libro è quello di ispirare e potenziare le donne ad essere se stesse in qualunque modo esse vogliano, perché le donne non devono nulla agli uomini, tanto meno essere belle. Ogni capitolo è arricchito da bellissime illustrazioni realizzate dalla stessa Given.

What I liked about this book:

Maybe it’s because this book came into my life in a very peculiar, hard moment where I needed to read something that would empower me and give me that “push” to get thought it, but I LOVED this book. Because it helped me better understand certain things I wasn’t fully aware of (I am definitely not an expert in intersectionality and this was my first read about intersectional feminism) and it also reminded me how much I am valuable as a woman outside of all those gender stereotypes that me, and many other women, have been fed with our entire lives.
Moreover, I like how the author encourages the readers to think, question every thought habit or action they have, and even get in touch with uncomfortable truths. Accepting ourselves for who we are, think about how we want to be and we want our life to be and go in that direction, not matter how hard it might be at first: that is the only significant way to change for the better.
Plus, the illustrations are so unique and beautifully made that make the book not only interesting to read but very beautiful to flip through.

Cosa mi è piaciuto di questo libro:
Forse è perché questo libro è entrato nella mia vita in un momento molto particolare e difficile in cui avevo bisogno di leggere qualcosa che mi desse forza, ma ho ADORATO questo libro. Perché mi ha aiutato a capire meglio alcune cose di cui non ero pienamente consapevole (non sono sicuramente un’esperta di intersezionalità e questa è stata la mia prima lettura sul femminismo intersezionale) e mi ha anche ricordato quanto io sia preziosa come donna al di fuori di tutti quegli stereotipi di genere di cui io, e molte altre donne, siamo state nutrite tutta la nostra vita.
Inoltre, mi piace come l’autore incoraggia i lettori a pensare, a mettere in discussione ogni abitudine di pensiero o azione che hanno, e anche ad entrare in contatto con verità scomode. Accettare noi stessi per quello che siamo, pensare a come vogliamo essere e vogliamo che la nostra vita sia e andare in quella direzione, non importa quanto possa essere difficile all’inizio: questo è l’unico modo significativo per cambiare in meglio.
Inoltre, le illustrazioni sono così ben fatte che rendono il libro non solo interessante da leggere ma molto bello da sfogliare.

What I didn’t like about this book:

Honestly? I liked everything. The only thing I am unsure of and that I only came aware of while reading it is that there has been a dispute between Given and Chidera Eggerue, a British-Nigerian writer who according to Given has been a major inspiration for this book. According to Eggerue though the inspiration turned more into “copying” her work (she already published a book called “What a time to be alone” to which Given’s book is apparently very similar, so similar that it basically stole her book concept). The dispute has been put all over social media and apparently many are the people online pointing their finger at Given for appropriating herself of Eggerue’s work. If this was the case, Given’s behavior wouldn’t be very much aligned with her book content. Before judging I want to read Chidera Eggerue work so I can develop a complete opinion on this.

Cosa non mi è piaciuto di questo libro:
Onestamente? Mi è piaciuto tutto. L’unica cosa di cui non sono sicura su come esprimermi e di cui sono venuta a conoscenza solo mentre lo leggevo è che c’è stata
una disputa tra la stessa Given e Chidera Eggerue, una scrittrice britannico-nigeriana che secondo Given è stata una grande ispirazione per questo libro. Secondo la Eggerue però l’ispirazione si è trasformata più che altro nel “copiare” il suo lavoro (Eggerue aveva già pubblicato un libro intitolato “What a time to be alone” a cui il libro di Given è apparentemente molto simile, così simile da averne rubato il concetto). La disputa è stata messa su tutti i social media e pare siano molte le persone che che puntino il dito contro Given per essersi appropriata del lavoro di Eggerue. Se questo fosse il caso, il comportamento di Given non sarebbe molto in linea con il contenuto del suo libro. Prima di giudicare voglio leggere il lavoro di Chidera Eggerue in modo da poter sviluppare una mia opinione completa sulla faccenda.

Why you should read this book:

If you are already familiar with intersectional feminism, maybe this isn’t the book for you as it probably won’t feel you anything new. But if, like me, you are curious about it, want to learn more about it, want to help someone having a better understanding of it, or you need an empowering book to remind yourself or someone in your life that “women don’t owe pretty” to anyone, than this is a great read.

Perché dovreste leggere questo libro:
Se avete già familiarità con il femminismo intersezionale, forse questo non è il libro per voi perché probabilmente non vi darà nulla di nuovo. Ma se siete curiosi, volete saperne di più, volete aiutare qualcuno ad averne una migliore comprensione , o avete bisogno di un libro potenziante per ricordare a voi stessi o qualcuno nella vostra vita che “le donne non devono nulla” a nessuno, allora questo è una grande lettura.

Some of my favorite quotes from this book:

Alcune delle mie citazioni preferite:

Our collective idea as a society of what is “pretty” and “desirable” is informed entirely by racism, sexism, fatphobia, disablism, transphobia and male desire.

La nostra idea collettiva in quanto società di ciò che è “bello” e “desiderabile” è informata interamente da razzismo, sessismo, grassofobia, disablismo, transfobia e desiderio maschile.

Stop settling for crumbs, you deserve the whole damn cake.

Smettila di accontentarti delle briciole, ti meriti tutta la dannata torta.

Remember that anyone who tells you you’re “too” anything is using the word because they are threatened by your capacity to grow, evolve and express your emotions.”

Ricorda che chiunque ti dica che sei “troppo” qualcosa sta usando la parola perché si sente minacciato dalla tua capacità di crescere, evolvere ed esprimere le tue emozioni”.

I hope you will enjoy this new series of content on the blog! Feel free to recommend me some books or let me know how you find my recommendations!

Spero che vi piaccia questa nuova serie dedicata ai libri! Sentitevi liber* di consigliarmi qualche titolo o fatemi sapere se vi piacciono i miei consigli di lettura!

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