Jenny’s book nook #2: The year of less

(ENG/ITA) The second installment of Jenny’s book nook is back with my most recent read, which I’ve made in audio form: a book that has been on my reading list for a while and that you probably heard of already, since it was published in 2018. I’m talking about “The year of less” by the Canadian author Cait Flanders.

L’ANGOLO DEI LIBRI DI JENNY, EPISODIO #2: THE YEAR OF LESS
La seconda puntata del mio angolo dei libri torna con la mia lettura più recente, fatta in audiolibro: un libro che è stato nella mia wishlist per un po’ e di cui probabilmente avete già sentito parlare, dato che è stato pubblicato nel 2018. Sto parlando di “The year of less” (L’anno del “meno”) dell’autrice canadese Cait Flanders.

photo credit: www.caitflanders.com

What is this book about?

“The year of less: how I stopped shopping, gave away my belongings, and discovered life is worth more than anything you can buy in a store” is about Cait Flanders’ experience with, indeed, a year of less, and more specifically with a year long shopping ban. For 12 months Cait Flanders banned herself from shopping anything while taking an honest evaluation of her belongings and making some serious decluttering. This experiment allowed her not only to save money and become more responsible with managing and spending her money, but to develop more intentionality and contentment for her life and learn that what really matters in life definitely cannot be bought in a store. This book is the memoir of a woman in her late twenties who struggled with a shopping addiction, that got her stuck into a vicious cycle of “buy more – want more”. Despite being able to pay 30.000$ worth of debt, Cait was having difficulties to change her spending habits for good, so she decided to embark on a journey that would change her life forever: a year of no shopping. The book gives an overview of what Cait’s life looked like each month while tackling this project and navigating everyday struggles.

Di cosa parla questo libro?
“The year of less” riguarda l’esperienza di Cait Flanders con un anno dedicato al “meno”, e più specificamente con un anno di divieto di shopping. Per 12 mesi Cait Flanders ha proibito a se stessa di comprare qualsiasi cosa, facendo una valutazione onesta delle sue cose e liberandosi di ciò che non le serviva più. Questo esperimento le ha permesso non solo di risparmiare denaro e di diventare più responsabile nella gestione e nella spesa dei suoi soldi, ma di sviluppare più intenzionalità e soddisfazione per la sua vita. Questo libro è il memoir di una donna alla soglia dei trent’anni e della sua lotta con una dipendenza dallo shopping, che l’ha bloccata in un circolo vizioso di “comprare di più – volere di più”. Nonostante sia stata in grado di pagare 30.000$ di debiti, Cait aveva ancora enormi difficoltà a cambiare definitivamente le sue abitudini di spesa, così ha deciso di intraprendere un viaggio che avrebbe cambiato la sua vita per sempre: un anno senza shopping. Il libro offre una panoramica di come è stata la vita di Cait ogni mese mentre affrontava questo progetto e si barcamenava nelle piccole grandi lotte quotidiane.

What I liked about this book:

The fact that this is not a mere self help book but more of a memoir is a thing that I’ve particularly enjoyed, because the author doesn’t simply list her how-tos but intertwines her shopping ban journey with her past and current experience, and all her ups, downs and challenges along the way: her shopping addiction, past alcohol addiction, binge eating addiction, debt, break ups, career changes and more. I personally think that the book is great BECAUSE is not just a self help book or how-to manual. The fact that she opened up so much on her personal issues makes her easy to relate to. Many books on “minimalism” tend to be very redundant and repetitive because they are indeed guides for the most part: this is also and mainly a memoir, which makes it easier to digest and enjoy, in my opinion. And probably because I am currently experiencing some of the things she struggled with herself, but I feel like this book came into my life at the right time. It inspired me to reconsider some things and give myself some new goals as well as giving me some great reminders while I’m feeling a little “lost”.

Cosa mi è piaciuto di questo libro:
Il fatto che questo non sia un manuale ma piuttosto un libro di memorie è una cosa che ho particolarmente apprezzato, perché l’autrice intreccia questo suo progetto del periodo senza shopping con la sua esperienza passata ed attuale, e tutti i suoi alti, bassi e sfide lungo la strada: la sua dipendenza dallo shopping, la dipendenza dall’alcol avuta in passato, la dipendenza dal “binge eating”, i debiti, le relazioni finite, i cambiamenti di carriera ed altro. Personalmente penso che il libro sia buono proprio perché non è solo un libro di auto-aiuto/una guida. Il fatto che si sia aperta così tanto sui suoi problemi personali permette a chi legge d’indentificarsi maggiormente con lei. Molti libri sul “minimalismo” tendono ad essere molto ridondanti e ripetitivi perché sono effettivamente guide per la maggior parte: questo è anche e soprattutto un libro di memorie, il che lo rende più facile da digerire ed apprezzare, a mio parere. E forse è perché attualmente sto vivendo alcune delle cose con cui lei stessa ha lottato, ma sento che questo libro è entrato nella mia vita al momento giusto. Mi ha ispirato a riconsiderare alcune cose e a darmi dei nuovi obiettivi, oltre che a darmi degli ottimi promemoria in un periodo in cui mi sento un po’ “smarrita”.

What I didn’t like about this book:

Overall I liked the book so I don’t have major dislikes or complaints. What I would have appreciated more though is a bit more information about the ban itself. Also, I understand that it had a massive impact on her life, but she has spent a lot of pages (maybe too many) talking about her parents’ divorce which little has to do with the ban itself. However, it is just a note as, like I said, I personally liked the book because it was more on the personal side. But I wouldn’t have minded more “technical-practical” information on the ban itself, as she used to blog on personal finances. In fact, throughout the book talks a lot about her experience as a blogger on “Blonde on a Budget” and how documenting her story online helped her to make herself more accountable when getting out of debt and while tackling this shopping ban project too. Apparently she became quite popular and used to have a healthy following. Unfortunately this blog now is nowhere to be found. For someone like me who didn’t know about this blog and maybe wanted to dig into it, there are no resources online aside from this book which has no information whatsoever on how she got out of debt or was able to manage her finances. She has no credentials or professional qualification, but simply is “a blogger who made it”. I’m not diminishing her (I’m a blogger too, after all), her hard-worked success or past struggles, but this is the one thing that can interrupt that connection and relatability with the reader.

Cosa non mi è piaciuto di questo libro:
Nel complesso il libro mi è piaciuto, quindi non ho grandi antipatie o lamentele. Quello che avrei apprezzato di più, però, è un po’ più di informazioni sul suo anno senza shopping (questo libro ha ricevuto molte recensioni negative perché manca di info pratiche). Inoltre, capisco che ha avuto un impatto enorme sulla sua vita, ma ha passato molte pagine (forse troppe) a parlare del divorzio dei suoi genitori che poco ha a che fare con il suo progetto del non shopping. Comunque, come ho già detto, ho apprezzato il libro perché era più sul lato personale. Ma non mi sarebbe dispiaciuto avere più informazioni “tecnico-pratiche”, dato che lei aveva un blog su cui scriveva di spese e gestione dei propri soldi. Infatti parla spesso nel corso del libro della sua esperienza come blogger su “Blonde on a Budget” (così si chiamava il suo blog) e di come documentare la sua storia online l’abbia aiutata a rendersi più responsabile nel pagare i suoi debiti e nell’affrontare anche l’anno senza shopping. A quanto pare è diventata anche piuttosto popolare ed aveva un buon seguito. Purtroppo questo blog ora non si trova più da nessuna parte. Per chi, come me, non lo conosceva e magari voleva approfondire, non ci sono risorse online, a parte questo libro che non ha alcuna informazione sia riuscita veramente a gestire le sue finanze. Non ha credenziali o qualifiche professionali, ma è semplicemente “una blogger che ce l’ha fatta”. Non sto assolutamente sminuendo lei (sono anch’io una blogger, dopotutto), il suo successo o le sue lotte passate, ma questa è l’unica cosa che può interrompere quella connessione e relazione con chi legge.

Why you should read this book (or not):

If you enjoy memoirs that also dip into personal challenges like this one, then this book is definitely for you. I highly recommend it because even if I’ve read already various books on the topic (minimalism, decluttering, conscious consumption, living with less, simple living etc. ) and already tried a shopping ban myself, this book had still something to teach me. I’ve went through it in just a few days and am positive that you would like it just as much as I did.
If, instead, you’re looking for a book that can guide you with decluttering and / or learning to manage better your finances and / or how to tackle successfully a shopping ban, than maybe this book is NOT for you.


Perchè dovreste leggere questo libro (oppure no):
Se vi piacciono le memorie che si immergono anche nelle sfide personali come in questo caso, allora questo libro è sicuramente per voi. Lo consiglio vivamente perché anche se ho già letto vari libri sull’argomento (minimalismo, decluttering, consumo consapevole, vivere con meno, vita semplice ecc. ) e ho già provato io stessa un periodo senza shopping (100 giorni), questo libro mi ha lasciato qualcosa. Io l’ho letto o meglio ascoltato in pochissimi giorni e sono sicura che vi piacerà tanto quanto è piaciuto a me.
Se, invece, state cercando un libro che possa guidarvi con il decluttering e/o imparare a gestire meglio le vostre finanze e/o come affrontare con successo un periodo senza comprare nulla, allora forse questo libro NON fa per voi.

Some of my favorite quotes from this book:

The toughest part of not being allowed to buy anything new wasn’t that I couldn’t buy anything new. It was having to physically confront my triggers and change my reaction to them.

La parte più dura del non poter comprare nulla di nuovo non è stata il fatto di non poter comprare nulla di nuovo. Era il dover affrontare fisicamente i miei fattori scatenanti e cambiare la mia reazione ad essi.

One of the greatest lessons I learned during these years is that whenever you’re thinking of binging, it’s usually because some part of you or your life feels like it’s lacking—and nothing you drink, eat, or buy can fix it. I know, because I’ve tried it all and none of it worked. Instead, you have to simplify, strip things away, and figure out what’s really going on. Falling into the cycle of wanting more, consuming more, and needing even more won’t help. More was never the answer. The answer, it turned out, was always less.

Una delle più grandi lezioni che ho imparato durante questi anni è che ogni volta che stai pensando di abusare di qualcosa, di solito è perché qualche parte di te o della tua vita si sente come se fosse carente e niente di quello che bevi, mangi o compri può sistemarlo. Lo so, perché le ho provate tutte e nulla ha funzionato. Invece, devi semplificare, “spogliare” le cose e capire cosa sta succedendo veramente. Cadere nel ciclo di volere di più, consumare di più e aver bisogno di ancora di più non aiuterà. Di più non è mai stata la risposta. La risposta, ho scoperto, era sempre meno.

Whenever you let go of something negative in your life, you make room for something positive.

Ogni volta che lasciate andare qualcosa di negativo nella vostra vita, fate spazio a qualcosa di positivo.

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