Cutting it short / Tagliando corto

(ENG/ITA) A couple of weeks ago I cut my hair. Short to the chin. I haven’t had it that short in almost 10 years. I had been wanting to do it for months, so I went into a random hairdresser and did it. Unofficially, the excuse was that it was too damaged by now, that it was starting to get annoying, and that I was tired of wasting so much time drying and combing through it. But the official excuse was that I wanted to look different and feel different. Just as every cliché about women and drastic life changes suggests.

After the first 24 hours in which I felt like a mix of Anna Wintour and the Italian singer Renato Zero (forgetting, however, the best exceptional character with such hair, Jane, Daria’s best friend in the Mtv series “Daria”), I began to familiarize with the new me. Getting to know and appreciate her. To feel less like a fish out of water being inevitably in the center of attention for those ten seconds when someone, used to seeing me with a pencil in my hair or with a long, thick head of hair more than halfway down my back, sees me with a messy short bob of hair and the back of my neck naked, revealing my post-graduation tattoo. Feeling like the lighter, jaunty me that I so want to be in everyday life and instead using my long hair as a sort of protection, for my face though. The comfort zone can be made up of a plethora of things, from oversized clothes that are always the same ones, to the same hair style that we already know it suits us, to always going to the same places and doing the same things. To never taking risks, either in style or in life choices.

I wonder if it’s true then. That when drastic changes are on the horizon, the first thing you do is have a trichological revolution.

The fact is that a haircut somehow becomes an emblem of a life that I would like and that I am somehow living. Because sometimes it’s enough to see ourselves as different to feel different and therefore be perceived differently. What we transmit is what comes back to us in reflection and what we receive is what we give in return. And maybe relieving my head of too much hair, which is also damaged, may seem like an extremely ordinary thing to the eyes of the outsiders, but it’s not to me. Not this time, at least.

I go around, do things, see people. I even try to feel better about myself. For the first time in forever I feel prettier and more capable than I ever have in almost 36 years around the sun. Because if I don’t cheerlead for myself, no one else will do it for me. Maybe mine is just an attempt to keep myself busy because when I stop I already know that then the bad thoughts will creep into my head and we’ll be at it again.

Lately I’ve been dealing with taking care of myself, trying to simply live, take over my life and reshape it as I see fit. And unfortunately, focus and consistency when it comes to some things has gone out the window. I can’t remember when was the last time I picked up a book without getting distracted every two minutes. I can’t remember the last time I was able to dedicate myself to this blog and my YouTube content without thinking about who knows who, who knows when and who knows where. I can’t remember when the last time was that I felt so comfortable giving up doing something on my to-do list. And maybe that’s a good thing.

Because it means that my head is now not only lighter in hair, but also in thoughts. Heavy ones at least.

I usually always drag it out in life but this time I’m cutting it short.

PS: speaking of my current inability to focus. I’m well aware that this blog isn’t being taken care of like it used to be, either in terms of the timeliness of posts or the content itself. Bear with me, after all, life is one and it’s nice to be a part of it. And then it’s also nice to leave the rigidity of the schemes once in a while, isn’t it? Let’s leave labels to food and clothes.

Un paio di settimane fa mi sono tagliata i capelli. Corti fino al mento. Non li avevo così corti da quasi 10 anni. Erano mesi che volevo farlo e così sono entrata in un parrucchiere a caso e l’ho fatto. Ufficiosamente la scusa era che ormai erano troppo rovinati, che iniziavano a dare fastidio e che mi ero stufata di perdere così tanto tempo per asciugarli e pettinarli. Ma la scusa ufficiale era che volevo vedermi diversa e sentirmi diversa. Cosi’ come ogni cliché che riguarda le donne ed i cambiamenti di vita drastici suggerisce.

Dopo le prime 24 ore in cui mi sono sentita un incrocio tra Anna Wintour e Renato Zero (dimenticandomi però del miglior personaggio d’eccezione con tale capigliatura, Jane, la migliore amica di Daria nella serie di Mtv “Daria”, appunto), ho iniziato a familiarizzare con la nuova me. A conoscerla ed apprezzarla. A sentirmi meno un pesce fuor d’acqua ad essere inevitabilmente al centro dell’attenzione per quei dieci secondi quando chi, abituato a vedermi con una matita tra i capelli o con una chioma lunga e folta lunga fino a più di metà schiena, mi vede con un’ammasso di capelli scompigliati sul viso e la nuca scoperta che lascia vedere il mio tatuaggio post laurea. A sentirmi la me più leggera e sbarazzina che tanto vorrei essere nella vita di ogni giorno e che invece usava i capelli lunghi come una sorta di copertina di Linus, per la faccia però. La comfort zone può essere fatta di una miriade di cose, dai vestiti oversize e sempre uguali, alla stessa capigliatura che sappiamo già ci si addice, all’andare sempre negli stessi posti e fare le stesse cose. Al non prendere mai rischi, né di stile né di scelte.

Chissà se è vero poi. Che quando si prospettano cambiamenti drastici la prima cosa che si fa è la rivoluzione tricologica.

Fatto sta che un taglio di capelli si fa in qualche modo emblema di una vita che vorrei e che in qualche modo sto vivendo. Perché a volte ci basta vederci diversi per sentirci diversi ed essere quindi percepiti in maniera diversa. Ciò che trasmettiamo è ciò che ci torna di riflesso e ciò che riceviamo è ciò che diamo a nostra volta. E forse alleggerirmi la testa dai troppi capelli, per giunta rovinati, può sembrare una cosa estremamente ordinaria agli occhi di chi guarda dall’esterno, ma non lo è per me. Non stavolta, almeno.

Vado in giro, faccio cose, vedo gente. Provo perfino a sentirmi meglio con me stessa. Per la prima volta in una vita intera mi sento più carina e capace di quanto non mi sia mai sentita in quasi 36 anni attorno al sole. Perché se non faccio la cheerleader di me stessa nessuno lo farà al posto mio. Forse il mio è solo un tentativo di tenermi occupata perché quando mi fermo so già che poi i pensieri brutti si insinuano nella testa e ci risiamo un’altra volta.

Ultimamente sono alle prese col prendermi cura di me, col cercare di vivere e di riprendere in mano la vita e di ridisegnarla così come dico io. E purtroppo la concentrazione e la costanza quando si tratta di certe cose è andata a farsi friggere. Non ricordo quando sia stata l’ultima volta in cui ho preso un libro in mano senza distrarmi ogni due minuti. Non ricordo quando sia stata l’ultima volta in cui io sia riuscita a dedicarmi a questo blog ed al mio contenuto Youtube senza che pensi e ripensi a chissà chi, chissà quando e chissà dove. Non ricordo quando sia stata l’ultima volta in cui mi sono sentita così a mio agio nel rinunciare a fare qualcosa della mia to-do list. E forse questo è un bene.

Perché significa che la testa adesso non è solo più leggera di capelli, ma anche di pensieri. Quelli pesanti almeno.

Di solito la tiro sempre per le lunghe nella vita ma stavolta taglio corto.

PS: a proposito della mia attuale incapacità di concentrarmi. So bene che questo blog non viene curato come un tempo, né dal punto di vista della puntualità dei post né del contenuto stesso. Portate pazienza, in fondo la vita è una ed è bello esserne partecipi. E poi è anche bello uscire dalla rigidità degli schemi una volta ogni tanto, no? Le etichette lasciamole a cibi e vestiti.

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2 Comments

  1. Anna
    September 4, 2021 / 22:03

    Sei bellissima! You can’t pour from an empty cup — self-love & self-care are so important.

    • September 6, 2021 / 10:47

      Grazie Anna! absolutely! Self love and self care all the way, in whatever form they might be! <3

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