Why do we need a Fashion Revolution? Fashion Revolution Week 2020

(ENG/ITA) The Fashion Revolution movement is back for 2020 too! Starting today for the whole week (20th-26th April 2020) me and thousands of others eco-ethical fashion advocates will try to raise as much awareness as possible around the issues caused by fast fashion and the importance of building a fashion industry that thrives on transparency, ethical practices, fair wages, sustainable and low impact production chains.
Fashion Revolution was born after the tragic Rana Plaza disaster of 2013. On April 24th, the Rana Plaza complex in Bangladesh collapsed killing 1138 people and injuring more than two thousands. They were all garment workers currently working in a sweatshop producing garments for fast fashion brands. This is the biggest, most tragic disaster ever happened in the fashion industry. The Fashion Revolution Movement was born as a non profit movement to raise awareness of what is currently going on in fashion, to make sure that a better way of designing, producing, selling and promoting fashion can be installed and to make sure that all of those underpaid, exploited workers haven’t lost their lives in vain.

La Fashion Revolution Week e’ tornata! A partire da oggi per tutta la settimana (20-26 aprile 2020) io e migliaia di altri sostenitori della moda etico sostenibile cercheremo di sensibilizzare il più possibile sui problemi causati dal fast fashion e sull’importanza di costruire un’industria della moda che prosperi su trasparenza, pratiche etiche, salari equi, catene di produzione sostenibili ed a basso impatto.
La Fashion Revolution è nata dopo il tragico disastro di Rana Plaza del 2013. Il 24 aprile il complesso di Rana Plaza in Bangladesh è crollato uccidendo 1138 persone e ferendone più di duemila. Erano tutti operai che producevano capi di abbigliamento per marchi di fast fashion. Questo è il più grande e tragico disastro mai accaduto nell’industria della moda. Fashion Revolution è nato come un movimento senza scopo di lucro per sensibilizzare ed educare su ciò che sta accadendo attualmente nella moda, per assicurarsi che un modo migliore di progettare, produrre, vendere e promuovere la moda possa essere implementato e sviluppato, e per assicurarsi che tutti quei lavoratori sottopagati e sfruttati non abbiano perso la vita invano.

source: www.fashionrevolution.org

Fast Fashion is a toxic industry, not only in terms of fabric dyes or post-manufacturing waste, but basically in every possible sense. The name itself “fast fashion” suggests a kind of fashion that a) needs to be produced very fast and in large quantities (usually with brand new designs and pieces EVERY WEEK in stores) and b) is not made to last. The aim of fast fashion brands like Primark, Zara, H&M, Mango, Bershka, Pull & Bear, Topshop, Uniqlo, Stradivarius etc. is to create low quality pieces that can be created very fast and that usually embody fleeting trends and that, due to their cheap price and poor manufacturing and quality, can be treated as disposable. For these brands quantity means much more than quality because their aim is to get people to spend more money and as fast as possible. So it doesn’t matter if a top or skirt will last just 2-3 washes or a couple of wears, it can be easily tossed away and replaced with a brand new, more in-trend garment. This is exactly what fast fashion brands want customers to do. Profits are the only thing that leads these brands: more profits at the lowest cost, regardless of the consequences.

Il Fast Fashion è un’industria tossica, non solo per quanto riguarda i coloranti per tessuti o gli scarti di post-produzione, ma fondamentalmente in tutti i sensi. Il nome stesso “fast fashion” suggerisce un tipo di moda che a) deve essere prodotta molto velocemente ed in grandi quantità (di solito con disegni e pezzi nuovi di zecca OGNI SETTIMANA nei negozi) e b) non è fatta per durare. L’obiettivo di marchi come Primark, Zara, H&M, Mango, Bershka, Pull & Bear, Topshop, Uniqlo, Stradivarius ecc. è quello di creare molto velocemente abiti di bassa qualità che di solito incarnano tendenze fugaci e che, a causa del loro prezzo economico e della scarsa produzione e qualità, possono essere trattati come usa e getta. Per loro la quantita’ conta molto di più della qualita’ , perché il loro obiettivo è quello di far sì che la gente spenda sempre più soldi ed il più velocemente possibile. Quindi non importa se un top o una gonna durano solo 2-3 lavaggi o vengono indossati un paio di volte, possono essere facilmente buttati via e sostituiti con un capo nuovo, più alla moda. Questo è esattamente ciò che le marche di fast fashion vogliono che i clienti facciano. I profitti sono l’unica cosa che guida questi marchi nelle loro pratiche e produzioni: piu’ profitti possibili con la minore spesa possibile, non importa a scapito di cosa.

a banner I photographed at a clothing swap event in Berlin in 2016

Fashion Revolution has built a strong, cohesive and loud movement during these past 7 years since it was born, educating and bringing more and more awareness on the topic, making people think more on the origin of their clothes. The #whomademyclothes movement will be active and present, this time exclusively as an online campaign due to the current COVID-19 safety measurements, but a lot is still happening. You can check the Fashion Revolution events calendar to be up to date with all the webinars and online happenings taking place globally.

Fashion Revolution ha costruito una comunita’ forte, coesa e che non ha paura di dire la verita’ in questi ultimi 7 anni, educando e portando sempre più consapevolezza sul fast fashion, facendo riflettere di più sull’origine dei propri abiti e sui propri acquisti. Il movimento #whomomademyclothes sarà attivo e presente, questa volta esclusivamente online per via delle attuali misure di sicurezza COVID-19, ma molto sta ancora accadendo. Potete controllare il calendario degli eventi della Fashion Revolution Week per essere aggiornati con tutti i webinar ed eventi olnine che si svolgono a livello globale.

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