The ideal life.

(ENG/ITA) Whenever I hear or get asked questions like “How do you see yourself in xxx years?” I can feel my jaw clench a little, my mind wonder into the unknown and my muscles contract. Why? Because I’m absolutely incapable of projecting myself into the future.
Ogni volta che sento o mi fanno domande come “Come ti vedi tra xxx anni? Sento che la mia mascella si irrigidisce un po’, la mia mente si perde sull’ignoto e i miei muscoli si contraggono. Perché? Perché sono assolutamente incapace di proiettarmi nel futuro.

“Where do you see yourself live? What do you see yourself do? What dream job do you see yourself do? How do you look like? How do you feel? What’s still on your bucket list that you still haven’t done and which things did you cross off instead?”. These are all fairly simple questions that scare the crap out of me. Because I find very hard, almost impossible, to picture myself anywhere, doing anything, feeling anyhow in the future. On my first session with my current therapist, one of the first questions I got asked is “If you should list your top 3 fears at the moment, which ones would they be?”. Fear of the future would be one of them for me. I’m afraid that I might not be ready for what has to come, that I’ll never be ready. I know, it sounds weird but for me it’s a source of anxiety. Being someone who has major problems giving myself credit for the things I did and do and has big self esteem and self confidence issues, picturing myself actually achieving something good is scary and basically impossible. I feel like I exist, not truly live for the most part, or maybe that I live constantly with the hand brake pulled. I feel lost and overwhelmed. I have fear of what has to come and that I won’t be able to face it.
“Dove ti vedi vivere? Cosa ti vedi fare? Quale lavoro da sogno ti vedi fare? Come sei? Come ti senti? Cosa c’è ancora nella tua lista dei desideri che non hai ancora fatto e quali cose hai invece cancellato?”. Sono tutte domande abbastanza semplici che mi spaventano a morte. Perché trovo molto difficile, quasi impossibile, immaginarmi da qualche parte, fare qualcosa, sentirmi in qualche modo in futuro. Nella mia prima seduta con il mio attuale terapeuta, una delle prime domande che mi sono state poste è “Se dovessi elencare le tue 3 principali paure al momento, quali sarebbero? La paura del futuro sarebbe una di queste per me. Ho paura di non essere pronta per quello che deve venire, di non essere mai pronta. Lo so, sembra strano ma per me è una fonte di ansia. Essendo una persona che ha grossi problemi a darmi credito per le cose che ho fatto e faccio e ha grossi problemi di autostima e fiducia in se stessa, immaginarmi mentre realizzo qualcosa di buono è spaventoso e praticamente impossibile. Mi sembra di esistere, non di vivere veramente per la maggior parte, o forse di vivere costantemente con il freno a mano tirato. Mi sento persa e sopraffatta. Ho paura di ciò che verrà e di non saperlo affrontare.

As I’m going through times of self growth, I’m trying to shift that focus of attention. I don’t want to picture my ideal life in the future. I want to live it now.
In questo periodo di crescita personale, sto cercando di spostare il centro della mia attenzione. Non voglio immaginare la mia vita ideale nel futuro. Voglio viverla ora.

If we look around us, grass always seems to look greener on the other side. And most of the times, that green is fake. We take pictures of food before eating it. We don’t talk to the people we’re having a drink with because we’re too busy posting a story on Instagram of the drinks we even haven’t taken a sip of. We put filters when taking pictures so we can smooth out those puffy bags under our eyes and soothe the redness and the imperfections on our skin. We share pictures and stories and statuses of the positive highlights because nobody wants to read the bad stuff online, because the internet is used a sort of escape from reality, because our own life is already complicated enough. And what we can get through all of this is that others’ lives are always better than ours, no matter our hard we try; and that we’ll never be truly happy about our life because there’s always going to be the next big thing to chase.
Se ci guardiamo intorno, l’erba del vicino sembra sempre più verde. E il più delle volte, quel verde è finto. Fotografiamo il cibo prima di mangiarlo. Non parliamo con le persone con cui stiamo bevendo un drink perché siamo troppo occupati a postare una storia su Instagram dei drink di cui non abbiamo ancora bevuto un sorso. Mettiamo i filtri quando scattiamo le foto, così possiamo smussare le borse sotto gli occhi e lenire il rossore e le imperfezioni della nostra pelle. Condividiamo foto e storie e stati dei momenti positivi perché nessuno vuole leggere le cose brutte online, perché internet è usato come una sorta di fuga dalla realtà, e perché la nostra vita è già abbastanza complicata. E ciò che può trasparire da tutto questo è che la vita degli altri è sempre migliore della nostra, non importa quanto duramente ci proviamo; e che non saremo mai veramente felici della nostra vita perché ci sarà sempre la prossima grande cosa da inseguire.

I know that I don’t want to keep living as if the only things that matters is projecting myself in the future, constantly. I did it my whole life and I’m sick of it. Life has amazing things to offer RIGHT HERE RIGHT NOW and I want to remind myself of how good they are. The soft and somehow beautifully scented fur of my cat, my tiny studio apartment, sunny days, the smell and taste of coffee, catching up with a friend, feeling the grass underneath the soles of my feet, watching the wind playing hide and seek with the clouds and the tops of the trees. The present, this very moment has amazing things to offer and I want to be there to embrace them.
So che non voglio continuare a vivere come se l’unica cosa che conta fosse proiettarmi nel futuro, costantemente. L’ho fatto per tutta la vita e non ne posso più. La vita ha cose incredibili da offrire proprio QUI ED ORA, e voglio ricordare a me stessa quanto esse siano belle. La pelliccia morbida e in qualche modo meravigliosamente profumata del mio gatto, il mio piccolo monolocale, le giornate di sole, l’odore e il sapore del caffè, ritrovarsi con qualche amic*, sentire l’erba fresca sotto le piante dei piedi, guardare il vento che gioca a nascondino con le nuvole e le cime degli alberi. Il presente, questo preciso momento ha cose incredibili da offrire e io voglio essere lì per accoglierle a braccia aperte.

My ideal life, you ask? This is how I picture it. Or, to put it simply, I don’t want to picture it in any way anymore. The secret to a good life is that there is no secret: life is as good as we make it, it’s up to us to find beauty in it. “Life is only as good as the memories we make” sang The Ataris in their song “So long, Astoria” (it brings me to tears every f- time!!). Cultivating contentment and being more appreciative for what I have is what I aim for from now on.
I tried to capture all of this in my latest video. It was an unplanned Saturday that turned out to be a great one. If you want to have a little glimpse, you can check it out here:
La mia vita ideale, vi chiedete? È così che me la immagino. O, per dirla semplicemente, non voglio più immaginarla in nessun modo. Il segreto di una bella vita è che non c’è nessun segreto: la vita è bella se siamo noi a renderla tale, sta a noi trovare la bellezza. “La vita è bella solo quanto i ricordi che creiamo” cantavano gli Ataris nella loro canzone “So long, Astoria” (mi fa piangere ogni c%&$o di volta!!). Coltivare contentezza ed essere più riconoscente per quello che ho è quello a cui miro d’ora in poi.
Ho cercato di catturare tutto questo nel mio ultimo video. È stato un sabato non pianificato che si è rivelato un grande sabato. Se volete dare un piccolo sguardo, potete controllare qui:

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